Un'adorabile fanciulla nel fiore degli anni si ritrova ad affrontare varie avventure in giro per il globo. Dopo Octavia S. sotto il cielo di Irlanda e Octavia S. Shanghai Baby, un'altra entusiasmante avventura della nostra rossa eroina, alle prese con Bologna e nuovi interessantissssssimi personaggi


























 
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Imprevisto Dicembre
 
Saturday, May 24, 2003  
Il dolore è in un buchino, dentro di me. Credo di dovermi rassegnare, mi manca, e basta.
Passerà. Per ora ci sono dentro, sono dentro quel buchino che sta dentro di me.

Stare così per qualcuno che non ti ama, per qualcuno che non sa neanche chi sei, e a cui non importa niente di chi tu sia.
"Sai delle volte credo di essere proprio depresso".
L'inferno dei coglioni caduti direttamente dal paradiso dell'ammore è popolato da tanti simpati amici...


1:52 AM

Thursday, May 22, 2003  
Mi ha fatto sinceramente incazzare il fatto che "Grace" fosse tra i cd a prezzo scontato. E' una cosa troppo preziosa.
Me ne stavo lì, davanti allo scaffale dei cd, avevo in mano i Dire Straits e Francesco De Gregori.
Juliet, when we made love you used to cry, you said I love you like the stars above, you said I love you untill I die...
Sangue su sangue...
Guardavo nella mia memoria delle scene di un week end a Serra, quando qualcuno mi disse "Bè le tue mani non sono poi così ruvide". Eeeeh il mio piccolo Romeo in pubertà...
E poi pensavo a lunghi viaggi in macchina con i miei quando la colonna sonora era loro, ed io ero solo una co-protagonista.
Adesso me la devo scegliere io la colonna sonora...e io ho pochi soldi, che faccio?
Dire Straits o De Gregori?
Dire straits o De Gregori?
Carmen Consoli. Due Parole.
E' lei.
I miei pensieri.
Mi sento meglio quando la sento così combattiva, e passionale, e innamorata e delusa e incazzata.

"Ricorda tu sei quello che non c'è quando io piango
E tu sei quello che non sa quando è il mio compleanno
Quando vago nel buio...
E tu sei quel fuoco che stenta ad accendersi
Volevo essere più forte di ogni tua perplessità..."

Ma non ci si può accontentare se tutto quello che potevo avere era un amore di plastica.
La verità è che mi sarei anche accontentata. Qualcuno però me l'ha impedito, non posso non ringraziarlo, e insieme odiarlo per non avermi dato un amore reale.
E' maggio, c'è il sole.
Ho comprato un libro nuovo, con la copertina grigia.
Studio, vado in via Obici, sono convinta di quello che faccio in questo nanosecondo della mia vita.
Penso all'anno prossimo, e prendo in considerazione cose.
Magari non è poi così male vivere a Bologna. Per ora ci interessa.
Vorrai non avere un pensiero fisso. Vorrei essere meno fissata, e che i miei fantasmi sparissero, visto che ormai non hanno più motivo di starsene lì, con tutte le loro meches, e gli occhi a palla. Ma sembra impossibile.
Vorrei potermi dare una boccata d'aria. Smantellare questa prigione.

10:09 AM

Monday, May 19, 2003  
Mi capita di volere tanto qualcosa, anche se so che non è giusta per me.
Però la voglio lo stesso.
Anche se sono troppo lucida per dire a me stessa me ne frego. Avrei paura di non riuscire a prendermi quello che voglio, o forse di riuscirci.
Anche se francamente non saprei come, visto che negli ultimi sei mesi non ho fatto altro che provarci.
E' primavera inoltrata, ho voglia di uscire, di sdraiarmi su un prato e parlare per ore e ore, di tutto con qualcuno che non vedo da tantissimo tempo.
E bere vino.
E stare sola
E scrivere
E recitare con qualcuno che mi sappia dire come fare
E imparare a stare sola, aspettando solo qualcuno che ne valga davvero la pena.
Sentendo le ferite rimarginarsi.

11:32 AM

 
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