Un'adorabile fanciulla nel fiore degli anni si ritrova ad affrontare varie avventure in giro per il globo. Dopo Octavia S. sotto il cielo di Irlanda e Octavia S. Shanghai Baby, un'altra entusiasmante avventura della nostra rossa eroina, alle prese con Bologna e nuovi interessantissssssimi personaggi


























 
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Imprevisto Dicembre
 
Saturday, January 25, 2003  
In questo sabato di fine gennaio, il mio stato d'animo si spinge verso limiti valicati solo lo scorso luglio, e questo non è un bene. Ma non temete popolo, questo non mi distrugge, mi fiacca solamente. Mi fiacca.
Voglia di piangere, voglia di arrabbiarmi. Ma sono troppo stanca.
Non è possibile che ogni sei mesi io abbia voglia di mettermi sotto il piumone e dormire, dormire, dormire, chiudendo tutti quanti fuori.
Mi serve un lieto fine o almeno un pò di musica decente. Si può dire al regista di tutto questo di mettere su un pò di buona musica come sottofondo?
La radio passa solo delle gran schifezze.
Esco e vado a comprare un pò di tè verde.

4:20 AM

Friday, January 24, 2003  
Fanculo quello schifo di server, o come cavolo si chiama, di libero, che mi impedisce di consultare la mia posta.
Gli anni passano, le situazioni cambiano ma non importa dove io sia, il fottuto libero, si blocca. Dopotutto in questo villaggio globale non esiste spazio, non esiste lontananza perchè non esiste un punto di riferimento, quindi...non importa che io mi trovi in Italia o in capo al mondo, se non riesco ad avere accesso alla mia casella posso anche trovarmi a casa e avere l'impressione di essere praticamente a tre metri dal mio indirizzo e-mail ma non è così.
Mi viene in mente lo scorso inverno quando mi aggiravo per Temple Bar alla ricerca di un benedetto computer che riuscisse a farmi leggere la posta. Aspettavo un segnale, e mi illudevo che dietro quella parete virtuale l'avrei trovato.
Così andavo di internet cafè in internet cafè. Ma quando libero si blocca non c'è niente da fare, non c'è ragion di stato o d'amore che tenga. Così ripiegavo in una cioccolata calda con la panna nella piazzetta, da quel tizio carino che studiava l'italiano e mi sedevo fuori in uno dei loro tavolini, anche se faceva un freddo cane, e pensavo, ed ero così sicura.
Adesso non aspetto nessuna e-mail in particolare. Ma spero comunque in un segnale, non importa più da chi.
Pensavo che potrei andare in giro con il mio bel diarietto per le rive del Panaro, come faceva Kelly Taylor, in quella ciofeca di puntata di Beverly Hills 90210 che mi sono sparata oggi con Juliet invece di studiare le teorie di Marshall Mc Luhan.
Perchè poi devo essere io a studiare lui, quando sarei io un soggetto così interessante di studio per le sue teorie sull'effetto che i mass media hanno sugli individui? Marshall se solo tu fossi ancora in vita...
Comunque questo momento topico in cui Kelly si fa una passeggia introspettiva sulle rive dell'Oceano, mi ha sempre lasciato un pò così...
Juliet è veramente in forma tutta saltellante. Meno male che c'è lei che porta avanti la filosofia del MINDERESSA, perchè in questo momento è dura. Io lo ripeto come se fosse un mantra, ma ci credo fino ad un certo punto.
Ma MINDERESSA se non sento Luca da due giorni e la cosa non sembra turbarlo più di tanto
Ma MINDERESSA se Matt non mi degna neanche di una risposta
Ma MINDERESSA se ho un esame martedì e non lo passo
Ma MINDERESSA se sono indietro come le mele si quest'altr'anno e tra un mese ho l'orale di letteratura italiana contemporanea

Minderessa.

3:20 PM

Wednesday, January 22, 2003  
E non sono andata sola dal meccanico. Ma lo sono. Adesso, stamattina, ieri sera.
Non so cosa mi faccia più imbestialire, il fatto che sono sola, o che non mi va proprio di esserlo.
Non mi era mai capitato di avere un conato di gelosia. Perchè credo che fosse gelosia, oppure invidia.
Non c'è nessuna Zelda nella mia vita.
C'è un Giaco, ma è molto molto diverso. Soffrire per qualcosa che non è esistito.
Neanche io sono una Zelda. Vorrei chiederlo a Matt, ma non credo sarebbe sincero.
Forse neanche Zelda sa di essere Zelda.
Violet... mi sono persa qualcosa?
Adesso faccio una telefonata in un piccolo appartamento in via delle Belle Arti.

3:45 PM

Monday, January 20, 2003  
Perchè non riesci a concludere il periodo?
Forse perchè non riesco a concludere niente neanche nella mia vita.
Lo so solo io quanto l'ho capita.
Ho comprato tre libri. E ogni volta che entravo in libreria e mi guardavo intorno si acquiva la netta percezione della mia ignoranza e di quanto sia frammentata e superficiale la mia cultura. Vorrei sapere tutto. Vorrei leggere tutto. Vorrei capire seriamente Nietzsche e conoscere tutto il teatro del mondo. Ma soprattutto vorrei nutrire un interesse puro per tutto questo.
E poi vorrei sapere dire la esse.
La mia esse è peggio della mia erre.
Ma sapevate che quando si pronuncia la esse la punta della lingua tocca la gengiva inferiore?
Octavia se il serbatoio della benzina ha un tappo c'è un motivo...
Ma non mi va di andarci da sola dal meccanico. Mi sono stufata di fare sempre tutto da sola.
Eppure non so cosa sia...perchè nessuno si innamora di me? No dico, come si permette tutta questa gente? Io al massimo HO avuto gatti neri, io NON SONO un gatto nero. Quindi che non provino a ribaltare la situazione. Non si è mai visto che io abbia voglia di vedere qualcuno che non ha voglia di vedermi...va bene, si è visto, ma non si deve mai più vedere. Eccheccazzo! Cosa sta succedendo negli ultimi sette mesi? Io non sono così. Io amo essere apprezzata. Lo dicono tutti. Sono troppo egocentrica per provare un sentimento non equamente ricambiato. Eppure. Eppure un corno. Adesso la pianto.
Altrochè Codice di Perelà. Dovrei leggermi un pò di Jay Mc Inerney, magari riuscirebbe a risvegliare un pò di quella bella, sana, autodifensione, o durezza, o spietatezza, o freddezza, o come cavolo si chiama. Comunque, ovunque tu sia finita, ti prego torna fuori che qui non se ne può più di fare la parte della piccola Ofelia, dopo vent'anni non posso scoprire di non essere mai stata una cinica, tutte queste certezze sui ruoli che crollano così da un momento all'altro...
mi viene mal di testa.

The three big lies:
The check is in the mail
I will not come in your mouth
I love you

"Story of my life" Jay Mc Inerney

4:21 PM

Sunday, January 19, 2003  
E mentre ero lì persa tra mille fogli, penne, libri e con le mani sporche di inchiostro, appesa a questo gennaio padano, come se non avessi mai vissuto nient'altro... eccolo lì: Nasa.
E allora c'è stato un tempo in cui vivevo a migliaia di chilometri da qui, in cui contrattavo il prezzo della frutta per la strada e leggevo e rileggevo "Crepuscolano" di Neruda...E sarà tardi perchè se ne è andata la mia adolescenza, perchè i fiori solo una volta danno l'essenza...ma sembra che la mia adolescenza sia tornata, e che i fiori siano fioriti. Di nuovo.
Non conoscevo l'ansia da esame. Sorridevo al suono di nomi importanti come Pascoli, o D'Annunzio, o Shopenhauer, o Nietzsche, e ignoravo chi fosse Jung. Mi sembrava tutto scolastico. E io avevo fatto scelte che non volevano avere nulla di scolastico.
C'è qualcuno laggiù che ha riso con me, e se ne ricorda. Sono dolci le sue bugie, soprattutto perchè credo che ci sia un minuscolo fondo di verità.
Sono qui adesso, ma sono stata anche altrove. Questo non può cambiare. Lui mi ricorda che ci sono altre centinaia di vite possibili. E se mi stancherò di tutto questo, allora potrò sempre andarmene a Hong Kong, e sedermi con lui sulla spiaggia e bere vino e cantare Stairway to heaven.
Non lo farò. L'ultima cosa che voglio è scappare via. Ma il fatto stesso che in un luogo della mia mente ci sia lui, la spiaggia, il vino e tutto il resto, mi fa sentire meglio.
E' ingenuo e bello stupirsi che è l'unico al mondo a dividere con me quei ricordi, così strani da sembrare irreali o solo reminescenze di una vita precedente, ma lui è la prova che ero là, che sono stata diversa.
Forse è questo che ogni volta mi stupisce tanto, il fatto che abbia la mia identica percezione delle cose, il fatto che lui sia la prova che ho vissuto veramente quei giorni a Shanghai. Che sono stata diversa.

11:56 AM

 
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